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Milites normannorum: I normanni alla conquista d'Europa

Federico II Imperatore normanno-svevo



MILITES NORMANNORUM: I normanni alla conquista d'Europa


Qui troverete gli interventi di studiosi, e di chiunque voglia dire la sua, sulle imprese e la tecnica militare normanna. (1999)

Vogliamo fornire contributi per la soluzione di un quesito cui gli storici non hanno ancora trovato una risposta. Perché la cavalleria normanna era imbattibile? In Italia come in Francia, in Inghilterra come in Grecia, in Terrasanta come ovunque, i normanni vincevano battaglie condotte quasi sempre in inferiorità numerica. Un esempio fra tutti, a Sora, 25 cavalieri normanni sono opposti all'esercito longobardo forte di 250 cavalieri e 2500 fanti. Di fronte a questa notevole inferiorità i normanni si lanciano in avanti: un impatto energico e violento che scombina la cavalleria longobarda e mette in fuga la fanteria. Un manipolo di uomini liquida il meglio delle forze nemiche, con una sola perdita, il portabandiera! Si potrebbe opinare che il cronista, Goffredo Malaterra, abbia volutamente esagerato. Ma le fonti storiche sono concordi, il rapporto di forza era ininfluente quando la cavalleria normanna caricava al centro dello schieramento nemico.

Primo contributo: L'equipaggiamento difensivo normanno secondo l'arazzo di Bayeux di Marcello Siragusa.

Saggio di G. Amatuccio: Cavalieri normanni fra mito e realtà.

Saggio di M. De Maio: Solofra nel periodo normanno-svevo.

E poi... I normanni alla conquista d'Europa la storia del popolo vichingo e normanno vista nel suo completo svolgimento. Questo testo è riprodotto nella pagina Risorse Web sui Normanni e Vichinghi dove troverete i links per numerosi siti sull'argomento.

I normanni alla conquista d'Europa

di Angelo Gambella


Normanni o Vichinghi in Scandinavia e isole britanniche.
Il nome di Normanni ("Uomini del Nord"), venne nome dato, in età carolingia (IX sec.), alle bande di pirati provenienti dalla coste della Scandinavia (Danesi, Norvegesi, Svedesi) prima conosciuti con il nome di Vichinghi (forse guerrieri). Gli abitanti della regione scandinava, sicuramente progrediti dal punto di vista tecnico, conservarono all'inizio della loro espansione, gli usi e costumi barbarici. Già verso la fine dell'VIII sec., le loro emigrazioni si fecero più aggressive, forse per lo spirito di avventura di questi popoli che si accompagnava alla sovrappopolazione, ad un qualche conflitto fra tribù o anche per un improvviso peggioramento delle condizioni climatiche. I Normanni disponevano di una tecnica marinara superiore sia nella costruzione delle navi sia nella capacità di orientarsi, tanto da essere in grado di effettuare lunghe traversate. I loro battelli dalle caratteristiche prue (drakkar) potevano trasportare fino a un centinaio di uomini. Queste imbarcazioni prive di ponte, avevano un pescaggio ridotto che consentiva di utilizzarli anche nei fiumi dalle acque poco profonde, e particolarmente di risalire i fiumi, sorprendendo così le popolazioni anche lontano dal mare. I normanni si sparsero in cerca di terre da colonizzare o anche di acque più pescose, successivamente si diffusero come mercanti (di pelli, di armi, anche di schiavi) e come soldati mercenari; in ogni modo, non si lasciarono mai sfuggire l'occasione di compiere operazioni piratesche, di saccheggio, e talora d'insediamento territoriale.
Percorrendo l'Atlantico, i guerrieri e navigatori norvegesi sbarcarono nella "Terra di ghiaccio" (874) l'Islanda, e ne promossero l'insediamento civile, in contrasto col regno del norvegese Aroldo I Hårfager, costituendo uno stato autonomo. Pare che col tempo confluirono in Islanda 20.000 emigrati, tra i quali molti schiavi irlandesi. Il vichingo Gunnbjörn toccò la Groenlandia nel X secolo, dove (985?) Erik il Rosso trovò un tratto di costa verdeggiante cui diede il nome di Grønland, cioè "Terra Verde", dove organizzò un primo insediamento. In seguito il clima ostile rese vano lo sviluppo di questo e di altri simili insedimenti. Le saghe che ci hanno tramandato notizie sull'Islanda e la Groenlandia accennano vagamente alla scoperta da parte di elementi scandinavi del Nord America. Anteriori o contemporanee a queste furono la colonizzazione norvegese e le incursioni in terre meno lontane come le isole Shetland (VII-VIII sec.), le Faer Øer e le Orcadi (intorno all'800) basi di appoggio per le spedizioni nella Scozia settentrionale, nelle Ebridi e nell'isola di Man.

L'Irlanda, terra di razzie vichinghe.
L'Irlanda fu attaccata nel 795, e rapidamente conquistata divenne la base dei traffici tra la Scandinavia e l'Inghilterra. La povera Irlanda dovette sopportare razzie, esecuzioni sommarie e vera e propria schiavitù per oltre duecento anni, durante i quali si alternarono 12 re. Per il suo possesso fu contesa ai Norvegesi, dai Danesi e dai principi locali, e fu uno di questi, il leggendario Brian Boru di Munster, che, li sconfisse sul campo di battaglia di Clontarf (1014), riducendoli al possesso dei soli porti più importanti, dove la loro attività si limitò alla pesca e al commercio. Ma l'Irlanda, dilaniata dalle lotte fra clan e priva di un forte potere centrale, cadde in mano normanna nella seconda metà del XII secolo. I baroni del Galles prima (1167-69) e Giovanni "Senza terra" dopo, avviarono la lunga colonizzazione inglese che tante ferite ha lasciato aperte...

Alla conquista dei paesi slavi.
Tra l'VIII e il IX sec., i Normanni della Scandinavia stabilirono una ricca corrente di traffici tra l'Occidente e l'Oriente. Vendevano a Bisanzio e in Asia, pellicce, armi, schiavi, e acquistavano seterie e spezie, destinate alla Francia e all'Inghilterra. Dal Baltico al Mar Nero o al Caspio, i mercanti seguivano le vie fluviali (Neva, Volchov, Dnepr, Volga). Li accompagnavano gruppi di guerrieri molti dei quali si misero al servizio degli imperatori bizantini (la cosiddetta "guardia varega"). Secondo una tradizione questi Scandinavi (seconda metà del IX sec.) conosciuti nei paesi Slavi come Vareghi, sotto la guida di capi come Rjurik, Askold e Oleg, presero il potere nelle città di Kiev e a Novgorod che pure li avevano chiamati. A poco a poco questi Normanni di Russia si slavizzarono e si convertirono al cristianesimo (X - XI sec.). Pure conservarono le loro abitudini di predoni, se furono questi guerreri quelli che portarono attacchi contro Costantinopoli (secc. IX e X) e che distrussero nel 969, Itil', la capitale del popolo dei Chazari. A partire dalla seconda metà dell'XI secolo furono i normanni d'Italia a dare non pochi dispiaceri ai bizantini.

I normanni alla conquista dell'Inghilterra.
L'Inghilterra fu attaccata nel tempo soprattutto dai Danesi. Nella seconda metà del IX sec. questi iniziarono l'invasione e la conquista dei regni anglosassoni. Resistette ad assi il solo Wessex di Alfredo il Grande (871-899). La divisione del paese (880ca) tra il principe danese Guthrum e Alfredo venne stabilita in modo che le regioni a nord della linea Tamigi-Lea andassero ai Danesi, e quelle a sud agli inglesi.
Più tardi, quando i successori di Alfredo avevano già ridotto i principi danesi alla condizione di vassalli, i re di Danimarca Sven I e il figlio Canuto il Grande (1018-1035) effettuarono la conquista di tutta l'Inghilterra (inizio XI sec). Questo, che a ragione potrebbe essere definito un "impero nordico", comprendente Danimarca, Norvegia e Inghilterra, non sopravvisse a Canuto e nel 1042 l'Inghilterra riebbe la piena indipendenza sotto Edoardo il Confessore (1042-1066), della stessa stirpe di Alfredo il Grande.
Alla morte di re Edoardo e dopo il breve regno di Aroldo II, l'Inghilterra fu conquistata di nuovo da un principe normanno proveniente dalla Francia. La vittoriosa battaglia di Hastings (1066) celebrata dai celebri arazzi di Bayeux, diede a Guglielmo il Conquistatore, duca di Normandia, il possesso del regno d'Inghilterra.

Francia. Stabile insediamento normanno.
In Francia, i Normanni cominciarono a operare su larga scala già nella prima metà del IX sec., insediatisi alle foci dei grandi fiumi (Reno, Somme, Senna, Loira), ne risalivano periodicamente le valli, devastando e saccheggiando campagne, monasteri e città; alcuni penetrarono anche nel Mediterraneo e si spinsero fino a Pisa (860). Spesso i principi ottenevano che le bande si ritirassero dietro versamento di un tributo (il danegeld). I normanni si lanciarono all'attacco di Parigi (885). Per arrestare la loro espansione in Francia, i re iniziarono la concessione di terre in feudo, così Carlo III il Semplice diede a Rollone, la Frisia tra l'Epte e il mare (911). Col titolo di Duca, e convertitosi al cristianesimo (Roberto) allargò poi i suoi domini fino alla Bretagna, gettando le basi del futuro ducato di Normandia. Nel paese affluirono numerosi coloni provenienti dalla Scandinavia, che contribuirono a dargli una forte caratterizzazione etnica. I discendenti dei Vichinghi, ormai francofoni e cristiani, organizzati in un sistema feudale conservarono il loro tradizionale spirito di avventura. Avversati da lonte interne, spesso appoggiate dai re di Francia, i figli cadetti ed altri avventurosi, tentarono fortuna altrove. Presto l'Inghilterra, l'Italia meridionale e Terrasanta conobbero i milites normannorum.

I normanni nel Sud. Il regno di Sicilia.
Provenienti dalla Francia settentrionale, ormai francofoni e cristiani, nelle vesti di pellegrini e guerrieri, i normanni giunsero nell'Italia meridionale. Protagonisti furono i Drengot, dei quali Rainulfo, divenne conte di Aversa (1028), e gli Altavilla (Hauteville) che, sbarcati nel 1035, iniziarono al servizio di Rainulfo la loro straordinaria carriera, destinata a concludersi con la conquista di tutta l'Italia meridionale e della Sicilia, con la costituzione di un regno (fra il 1130 e il 1139). Vale la pena di ricordare i protagonisti dell'impresa: Guglielmo Braccio di Ferro, conte di Puglia († 1046), Roberto il Guiscardo, duca di Puglia e Calabria († 1085), Ruggero I, conte di Sicilia († 1101), e Ruggero II († 1154), primo re di Sicilia. Restando in minoranza, nonostante sporadiche migrazioni dal nord, i normanni finirono col mescolarsi con i locali. Il regno normanno di Sicilia, continuato dallo svevo Federico II, fu l'esempio mirabile della riuscita dell'insediamento normanno in Europa.

La crociata in Terrasanta
Nel 1095 papa Urbano II incitò i feudatari cristiani ad abbandonare le lotte intestine e a correre in oriente per respingere la minaccia musulmana. I luoghi santi della cristianità erano finiti nelle mani degli infedeli e Costantinopoli stessa correva rischi. Protagonisti della (prima) crociata furono i cavalieri normanni, spesso figli cadetti, di Normandia -al comando di conti come Ugo di Vermadois, Roberto II di Normandia, Raimondo di Tolosa, Goffredo di Buglione- e dell'Italia meridionale -diretti da Tancredi e Boemondo d'Altavilla, cui si unirono altri cavalieri dal principato capuano, e dalla Puglia-. Prima conquista fu Nicea, che venne ceduta secondo i patti a Bisanzio (1097). Sconfitti i turchi a Iconio, liberate Tarso e Alessandretta i crociati giunsero sotto le mura di Antiochia. L'assedio fu lungo e logorante, quando Boemondo riuscì a prenderla e a intitolarsene principe, conservando ancora il titolo di Taranto. Le altre entità politiche feudali furono le contee di Edessa (1098) e Tripoli (1109). La presa di Gerusalemme del 1100, concluse la prima crociata. I normanni erano riusciti nella più grande delle imprese.


Sullo stesso argomento: Le grandi battaglie


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Federico II Imperatore normanno-svevo

Federico Ruggero (dic.1194-dic.1250), figlio della principessa normanna Costanza d'Altavilla, e dello svevo Enrico VI, resta una delle più grandi figure della storia dell'Occidente. Poche righe bastano a delinearne la forte personalità. Federico divenne re di Sicilia nel 1208, re di Germania nel 1215, imperatore del Sacro Romano Impero nel 1220. Continuò la politica di Federico Barbarossa. Nel 1228 intraprese la crociata "degli scomunicati" in Terrasanta e ottenne, senza combattere, la restituzione di Gerusalemme, di cui si incoronò re. Lasciando larga autonomia alla nobiltà tedesca si concentrò sulle vicende italiane; combatté i comuni lombardi, espugnò Vicenza e vinse a Cortenuova (1237) ma fu battuto a Parma (1248). Tenne una splendida corte a Salerno, centro della scuola poetica siciliana cui appartenne, e fondò l'Università di Napoli. Di lui restano alcune creazioni architettoniche, come Castel del Monte, e un trattato sull'arte della Falconeria.

Le origini normanne di Federico II

La recente apertura, per studio, del sarcofago palermitano sta ricevendo grossa attenzione dai media e dal grande pubblico.

Il 10 dicembre '98 Rai Televideo riportava la sorprendente scoperta:"UN INTRIGO: CHI E' LA DONNA CHE"RIPOSA"CON FEDERICO II? C'è una donna riversa su Federico II. La sorprendente scoperta è stata fatta dopo un'attenta analisi dei tre corpi che giacciono nel sarcofago dell'Imperatore normanno conservato nella Cattedrale di Palermo. Gli studiosi hanno accertato che addosso alla salma del più amato sovrano di Sicilia non ci sarebbe il Duca d'Atene, bensì una fanciulla di sangue blu non ancora identificata. Gli esami sui corpi e sulla sepoltura hanno portato alla luce anche la spada dell'Imperatore. Ritenuta ormai scomparsa, era nascosta sotto il corpo di Pietro D'Aragona.

Chi desiderasse approfondire la conoscenza dei personaggi con le ultime novità degli esami in corso, può collegarsi al sito FEDERICO II DI SVEVIA, sito medievista associato.


Sondaggio di Gennaio 1999: Federico II ottiene il 58.8%



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